Acconto e saldo delle tasse: cosa sono e come evitare sorprese
Scopri cosa sono saldo e acconto delle tasse per la partita IVA, quando si pagano e come pianificare la liquidità per evitare sorprese.
tassepartite IVAsaldo e accontoF24scadenze fiscali
Uno dei momenti più delicati per chi ha una partita IVA arriva quando il commercialista comunica l’importo dell’F24.
La cifra può sembrare più alta del previsto perché spesso comprende due elementi diversi:
- il saldo delle imposte dell’anno precedente;
- l’acconto sulle imposte dell’anno in corso.
Saldo
Chiude l’anno precedente
Acconto
Anticipa l’anno corrente
Rischio
Primo F24 più alto del previsto
Non stai quindi pagando soltanto ciò che devi per il reddito già prodotto. Stai anche anticipando una parte delle tasse relative all’anno corrente.
Capire questo meccanismo permette di accantonare la liquidità durante l’anno e non doverla cercare all’ultimo momento.
Che cos’è il saldo delle tasse
Il saldo rappresenta la differenza tra l’imposta definitiva dovuta per l’anno precedente e quanto è già stato versato attraverso acconti, ritenute o crediti utilizzabili.
In forma semplificata:
Saldo = imposta definitiva − acconti già versati − ritenute e crediti
Se nel 2025 dovevi pagare 6.000 euro e avevi già versato 4.500 euro di acconti, il saldo dovuto nel 2026 sarà pari a 1.500 euro.
Il saldo può anche essere pari a zero oppure generare un credito, quando gli importi già versati risultano superiori all’imposta definitiva.
Che cos’è l’acconto
L’acconto è un pagamento anticipato sulle imposte che si presume saranno dovute per l’anno in corso.
Nel 2026, per esempio, la dichiarazione determina:
- il saldo relativo ai redditi del 2025;
- l’acconto relativo ai redditi del 2026.
Per l’IRPEF, l’acconto calcolato con il metodo storico è normalmente pari al 100% dell’imposta di riferimento risultante dalla dichiarazione, quando supera le soglie previste. Se l’importo è sufficientemente elevato, viene diviso tra una prima e una seconda rata.
Il meccanismo riguarda anche l’imposta sostitutiva del regime forfettario: lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate prevede il versamento del saldo dell’anno precedente e del primo acconto dell’anno corrente.
Perché il primo F24 importante può essere così alto
Durante il primo anno di attività non esiste ancora un’imposta dell’anno precedente sulla quale calcolare l’acconto.
Il pagamento più impegnativo arriva generalmente l’anno successivo, quando possono sommarsi:
- saldo delle imposte del primo anno;
- primo acconto per il secondo anno;
- contributi previdenziali;
- eventuale IVA;
- secondo acconto da pagare successivamente.
Per questo un’attività che ha prodotto buoni incassi può trovarsi comunque in difficoltà se non ha separato durante l’anno il denaro destinato al fisco.
Un esempio pratico
Immaginiamo che dalla dichiarazione risultino:
- imposta definitiva 2025: 6.000 euro;
- acconti già versati: 4.500 euro;
- saldo ancora dovuto: 1.500 euro;
- acconto complessivo 2026 con metodo storico: 6.000 euro.
Nel 2026 il contribuente dovrà quindi gestire complessivamente:
1.500 euro di saldo + 6.000 euro di acconto = 7.500 euro
L’acconto non viene sempre pagato interamente insieme al saldo.
Per i contribuenti ordinari, quando previsto, le due rate dell’acconto IRPEF sono generalmente pari al 40% e al 60%. Per i soggetti ISA, invece, le due rate sono ciascuna pari al 50%.
La ripartizione concreta deve essere verificata dal commercialista in base al regime e alla posizione del contribuente.
Quando si pagano saldo e acconto nel 2026
Il termine ordinario per il pagamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 è stato il 30 giugno 2026. Il versamento ordinario poteva essere effettuato entro il 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione dello 0,40%.
Per il 2026 è stato previsto un differimento specifico per i contribuenti ISA e per gli altri soggetti compresi nella disposizione:
- entro il 20 luglio 2026, senza maggiorazione;
- entro il 20 agosto 2026, con maggiorazione dello 0,80%.
La seconda o unica rata dell’acconto scade ordinariamente il 30 novembre.
Il saldo e il primo acconto possono essere rateizzati, con interessi, completando i pagamenti entro il 16 dicembre. La seconda rata di novembre deve invece essere pagata in un’unica soluzione.
Metodo storico e metodo previsionale
L’acconto può essere determinato principalmente con due metodi.
Metodo storico
È il metodo più semplice e prudente.
L’acconto viene calcolato prendendo come riferimento l’imposta risultante dalla dichiarazione relativa all’anno precedente.
Se il reddito rimane stabile o aumenta, questo metodo riduce il rischio di versare meno del dovuto.
Metodo previsionale
Può essere utilizzato quando si prevede che l’imposta dell’anno corrente sarà inferiore.
Può accadere, per esempio, in caso di:
- riduzione degli incassi;
- sospensione dell’attività;
- perdita di un cliente importante;
- aumento dei costi deducibili;
- passaggio a un diverso regime fiscale.
L’Agenzia delle Entrate consente di determinare l’acconto sulla base della minore imposta prevista. Se la stima risulta troppo bassa, però, la parte non versata può comportare sanzioni e interessi.
Il metodo previsionale dovrebbe quindi essere utilizzato soltanto dopo una verifica con il commercialista.
Saldo e acconto non comprendono sempre tutto
L’F24 può contenere anche altre voci, come:
- contributi INPS;
- addizionali regionali e comunali;
- IVA;
- IRAP, quando dovuta;
- rate precedenti;
- interessi;
- compensazioni con crediti fiscali.
Per questo non è corretto stimare la liquidità necessaria osservando soltanto l’aliquota dell’IRPEF o dell’imposta sostitutiva.
Una partita IVA forfettaria al 15%, per esempio, deve considerare anche i contributi previdenziali e gli acconti.
Come evitare sorprese
- 1
Accantona una quota a ogni incasso
Non aspettare la dichiarazione dei redditi. Quando ricevi un pagamento, separa subito una quota destinata a imposte e contributi, stimata con regime, reddito e gestione previdenziale.
- 2
Non utilizzare il fondo fiscale
Il denaro destinato alle tasse non dovrebbe essere considerato liquidità disponibile per spese, investimenti o prelievi personali. Conservalo su un conto separato o identificalo chiaramente.
- 3
Chiedi una stima durante l’anno
Non attendere maggio o giugno. Chiedi al commercialista una prima simulazione dopo alcuni mesi e aggiornala quando cambiano incassi o costi.
- 4
Pianifica anche il secondo acconto
Un errore frequente è prepararsi al pagamento estivo e dimenticare la scadenza di novembre. La previsione deve includere entrambi gli appuntamenti.
- 5
Controlla il metodo utilizzato
Verifica se l’acconto è stato determinato con metodo storico o previsionale e quali ipotesi sono state considerate.
Puoi:
- registrare saldo, primo acconto e secondo acconto;
- assegnare a ogni pagamento una data;
- indicare gli importi già versati;
- creare una categoria dedicata alle tasse;
- distinguere la liquidità disponibile da quella già impegnata;
- includere gli F24 nelle previsioni a 3, 6 e 12 mesi;
- verificare in anticipo l’effetto delle scadenze sul saldo.
Domande frequenti
Saldo e acconto si pagano insieme?
Il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno corrente hanno normalmente la stessa scadenza. Il secondo acconto viene invece pagato successivamente.
Perché pago un acconto se non conosco ancora il reddito finale?
L’acconto viene calcolato in anticipo sulla base dell’imposta precedente oppure di una previsione dell’imposta corrente.
Posso ridurre l’acconto?
Sì, utilizzando il metodo previsionale quando si prevede una minore imposta. Una stima errata può però comportare sanzioni e interessi.
Il secondo acconto può essere rateizzato?
No. La seconda o unica rata dell’acconto deve essere pagata in un’unica soluzione.
Il saldo comprende anche i contributi INPS?
No. Imposte e contributi sono calcoli distinti, anche se possono essere pagati nello stesso periodo attraverso il modello F24.
Conclusioni
Il saldo chiude i conti fiscali dell’anno precedente. L’acconto anticipa una parte delle imposte dell’anno corrente.
La sorpresa nasce quando si considera soltanto il saldo e si dimentica che il pagamento può comprendere anche:
- primo acconto;
- secondo acconto;
- contributi;
- IVA;
- altri tributi.
Per evitare problemi è necessario accantonare a ogni incasso, aggiornare le stime durante l’anno e inserire tutte le scadenze nelle previsioni finanziarie.
Con Flowii puoi visualizzare quanto denaro è presente sul conto e quanto è già destinato ai prossimi F24, evitando di confondere il saldo bancario con la liquidità realmente disponibile.
Le tasse diventano un’emergenza soltanto quando vengono considerate troppo tardi.
Articolo aggiornato al 2 agosto 2026. Le informazioni sono generali e non sostituiscono il calcolo del commercialista sulla posizione del singolo contribuente.