Quanto devi fatturare per guadagnare 1.500, 2.000 o 3.000 euro netti al mese?
Scopri quanto deve fatturare una partita IVA per ottenere 1.500, 2.000 o 3.000 euro netti al mese, considerando tasse, INPS e costi.
partite IVAforfettariofatturatonettotasse
Quanto deve fatturare una partita IVA per ottenere uno stipendio netto di 1.500, 2.000 o 3.000 euro al mese?
Non basta moltiplicare il netto desiderato per dodici. Dal denaro incassato devi sottrarre:
- contributi previdenziali;
- imposte;
- costi dell’attività;
- commercialista e software;
- eventuale IVA;
- spese non deducibili;
- periodi senza incassi.
2.000 € netti/mese (5%)
circa 31.500 € di incassi
2.000 € netti/mese (15%)
circa 34.000 € di incassi
Scenario
forfettario, coeff. 78%
Il risultato cambia quindi in base al regime fiscale, all’attività e alla gestione previdenziale.
Per offrire un riferimento concreto, utilizzeremo il caso di un professionista in regime forfettario, iscritto alla Gestione Separata INPS e con coefficiente di redditività del 78%.
Le ipotesi utilizzate
I calcoli assumono:
- coefficiente di redditività del 78%;
- Gestione Separata INPS al 26,07%;
- imposta sostitutiva al 5% oppure al 15%;
- tutte le fatture incassate durante l’anno;
- nessun’altra copertura previdenziale;
- nessuna detrazione o situazione fiscale particolare.
Nel 2026 l’aliquota della Gestione Separata per i professionisti non assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie è pari al 26,07%.
Nel regime forfettario si applica normalmente un’imposta sostitutiva del 15%, riducibile al 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti previsti.
Le cifre che seguono sono stime di pianificazione e non sostituiscono il calcolo del commercialista.
Risposta rapida: quanto devi fatturare?
Senza considerare i costi dell’attività
Incassi annuali necessari senza costi operativi
| Netto mensile desiderato | Netto annuale | Forfettario al 5% | Forfettario al 15% |
|---|---|---|---|
| 1.500 € | 18.000 € | circa 23.500 € | circa 25.500 € |
| 2.000 € | 24.000 € | circa 31.500 € | circa 34.000 € |
| 3.000 € | 36.000 € | circa 47.000 € | circa 51.000 € |
Questi importi rappresentano quanto dovresti incassare, non soltanto fatturare.
Una fattura emessa ma non ancora pagata non genera la liquidità necessaria per sostenere spese, tasse e contributi.
Un calcolo più realistico con 300 euro di costi mensili
Anche nel forfettario esistono costi reali:
- commercialista;
- software;
- telefono;
- pubblicità;
- assicurazioni;
- trasferte;
- strumenti di lavoro.
Questi costi non riducono analiticamente il reddito forfettario, ma riducono il denaro che rimane realmente disponibile.
Considerando 300 euro al mese di spese, pari a 3.600 euro all’anno, il fatturato necessario diventa:
Incassi annuali necessari con 300 €/mese di costi
| Netto mensile desiderato | Forfettario al 5% | Forfettario al 15% |
|---|---|---|
| 1.500 € | circa 28.500 € | circa 30.500 € |
| 2.000 € | circa 36.000 € | circa 39.000 € |
| 3.000 € | circa 52.000 € | circa 56.000 € |
In termini mensili, un forfettario al 15% dovrebbe quindi incassare mediamente:
- circa 2.550 euro al mese per ottenerne 1.500 netti;
- circa 3.250 euro al mese per ottenerne 2.000 netti;
- circa 4.650 euro al mese per ottenerne 3.000 netti.
Il calcolo considera una media su dodici mesi. Se lavori o fatturi soltanto per dieci mesi, l’obiettivo mensile deve essere più alto.
Esempio: ottenere 2.000 euro netti al mese
L’obiettivo netto annuale è:
2.000 × 12 = 24.000 euro
Consideriamo il forfettario al 15% senza costi operativi.
Per ottenere circa 24.000 euro netti servono approssimativamente 34.000 euro di incassi.
Il reddito forfettario iniziale è:
34.000 × 78% = 26.520 euro
I contributi INPS stimati sono:
26.520 × 26,07% = circa 6.914 euro
I contributi obbligatori vengono dedotti prima del calcolo dell’imposta sostitutiva.
La base fiscale stimata diventa:
26.520 − 6.914 = 19.606 euro
L’imposta sostitutiva al 15% è quindi:
19.606 × 15% = circa 2.941 euro
Il risultato approssimativo è:
34.000 − 6.914 − 2.941 = 24.145 euro
Corrisponde a poco più di 2.000 euro netti al mese, prima degli eventuali costi dell’attività.
Fatturato, incassi e netto non sono la stessa cosa
Per pianificare correttamente devi distinguere tre valori.
Fatturato
È il valore delle fatture emesse.
Incassato
È il denaro effettivamente ricevuto dai clienti.
Netto disponibile
È quanto rimane dopo aver sottratto:
- contributi;
- imposte;
- costi professionali;
- altre spese collegate all’attività.
Puoi quindi fatturare 40.000 euro e incassarne soltanto 34.000 durante l’anno. In questo caso, la tua liquidità dipende dai 34.000 euro realmente ricevuti.
Cosa può cambiare il risultato
Le cifre possono essere molto diverse quando:
- il coefficiente di redditività non è del 78%;
- sei iscritto alla Gestione artigiani o commercianti;
- possiedi una cassa professionale;
- benefici dell’imposta al 5%;
- hai un’altra copertura previdenziale;
- sostieni costi elevati;
- operi nel regime ordinario;
- una parte delle fatture non viene incassata;
- versi acconti calcolati su anni precedenti.
Nel 2026 artigiani e commercianti applicano aliquote rispettivamente del 24% e del 24,48%, ma devono considerare anche la contribuzione minima obbligatoria.
Per queste attività non è corretto utilizzare automaticamente i calcoli previsti per un professionista in Gestione Separata.
Quanto fatturare nel regime ordinario?
Nel regime ordinario non è possibile partire da una percentuale unica.
Il risultato dipende soprattutto dal margine:
ricavi − costi deducibili = reddito professionale
Sul reddito vengono poi calcolati contributi, IRPEF e addizionali.
Dal 2026 gli scaglioni IRPEF prevedono aliquote del 23%, 33% e 43%, applicate progressivamente alle diverse fasce di reddito.
Due professionisti che fatturano 60.000 euro possono quindi ottenere netti molto diversi se uno sostiene 5.000 euro di costi e l’altro ne sostiene 25.000.
Nel regime ordinario serve una simulazione basata sui costi effettivi, sulla Regione, sul Comune e sulle eventuali detrazioni.
Non dimenticare acconti e liquidità
Tasse e contributi non vengono necessariamente pagati nello stesso momento in cui produci il reddito.
Il modello F24 può comprendere:
- saldo dell’anno precedente;
- primo acconto dell’anno corrente;
- secondo acconto;
- contributi previdenziali.
Gli acconti non aumentano il costo fiscale complessivo nel lungo periodo, ma possono creare una forte uscita di cassa.
Per questo il netto non deve essere calcolato soltanto a fine anno. È necessario accantonare una parte di ogni incasso.
Il vantaggio è evitare di considerare come guadagno denaro che è già destinato a tasse, contributi o spese professionali.
Domande frequenti
Quanto deve fatturare un forfettario per guadagnare 2.000 euro netti?
Un professionista con coefficiente del 78% e Gestione Separata deve incassare indicativamente circa 31.500 euro con imposta al 5% o 34.000 euro con imposta al 15%, prima dei costi dell’attività.
Quanto deve fatturare per ottenere 3.000 euro netti?
Nello stesso scenario servono circa 47.000 euro con aliquota al 5% o 51.000 euro con aliquota al 15%. Con 300 euro mensili di costi, la stima sale rispettivamente a circa 52.000 e 56.000 euro.
Devo considerare l’IVA?
Nel regime forfettario l’IVA non viene normalmente addebitata secondo il sistema ordinario. Nel regime ordinario l’IVA incassata non deve essere considerata parte del guadagno disponibile.
Gli acconti riducono il netto?
Sono anticipi sulle imposte future e non un costo aggiuntivo definitivo, ma riducono la liquidità disponibile nel momento in cui vengono pagati.
Conclusioni
Per un professionista forfettario in Gestione Separata, senza costi significativi, può essere necessario incassare indicativamente:
- 23.500-25.500 euro all’anno per ottenere 1.500 euro netti al mese;
- 31.500-34.000 euro per ottenere 2.000 euro netti;
- 47.000-51.000 euro per ottenere 3.000 euro netti.
Con 300 euro mensili di costi professionali, gli obiettivi diventano circa:
- 28.500-30.500 euro;
- 36.000-39.000 euro;
- 52.000-56.000 euro.
Il numero corretto non dipende soltanto da quanto fatturi, ma da quanto incassi, quanto spendi e quanto devi accantonare.
Con Flowii puoi riunire questi valori in un’unica previsione e capire quale fatturato serve realmente per raggiungere il tuo obiettivo personale.
Il fatturato è il punto di partenza. Il vero obiettivo è sapere quanto rimane disponibile dopo costi, tasse e contributi.
Articolo aggiornato al 2 agosto 2026. I calcoli sono stime basate sulle ipotesi dichiarate e non sostituiscono una simulazione fiscale personalizzata.