Contributi INPS per partite IVA: come funzionano e quanto mettere da parte
Scopri quali contributi INPS paga una partita IVA, le aliquote 2026 e quanto mettere da parte ogni mese per evitare problemi di liquidità.
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Aprire una partita IVA significa dover pianificare non soltanto le imposte, ma anche i contributi previdenziali.
L’importo cambia in base all’attività svolta e alla gestione alla quale sei iscritto. Le situazioni più comuni sono:
- professionisti iscritti alla Gestione Separata;
- artigiani;
- commercianti;
- professionisti iscritti a una cassa privata.
Gestione Separata
26,07% (aliquota 2026)
Artigiani
24% + minimale
Commercianti
24,48% + minimale
Capire quale gestione si applica è fondamentale, perché cambiano aliquote, scadenze e modalità di calcolo.
Le percentuali indicate in questo articolo riguardano esclusivamente i contributi previdenziali. Imposte e IVA devono essere accantonate separatamente.
Professionisti iscritti alla Gestione Separata
La Gestione Separata riguarda generalmente i professionisti senza una cassa previdenziale autonoma.
Nel 2026 l’aliquota per chi non è pensionato e non possiede un’altra copertura previdenziale obbligatoria è pari al 26,07%:
- 25% per la componente pensionistica;
- 0,72% per maternità, malattia e altre tutele;
- 0,35% per ISCRO.
Per chi è già pensionato o assicurato presso un’altra gestione obbligatoria, l’aliquota è invece pari al 24%.
I contributi non vengono calcolati direttamente sul fatturato, ma sul reddito imponibile.
Nel regime ordinario
Il calcolo avviene sul reddito professionale:
ricavi − costi deducibili = reddito imponibile
Con un reddito imponibile di 30.000 euro e aliquota del 26,07%, i contributi stimati sono:
30.000 × 26,07% = 7.821 euro
Per prudenza puoi quindi accantonare circa il 27-30% del reddito netto professionale, considerando soltanto l’INPS.
Nel regime forfettario
Nel regime forfettario il reddito viene determinato applicando agli incassi il coefficiente di redditività previsto per l’attività.
Esempio:
- incassi: 40.000 euro;
- coefficiente di redditività: 78%;
- reddito imponibile iniziale: 31.200 euro;
- aliquota INPS: 26,07%.
I contributi stimati sono:
31.200 × 26,07% = circa 8.134 euro
L’importo equivale a circa il 20,3% degli incassi.
In un caso simile, accantonare il 21-23% di ogni incasso per la sola INPS può offrire un piccolo margine di sicurezza.
La percentuale cambia se il coefficiente di redditività è diverso dal 78%.
Esiste un contributo minimo nella Gestione Separata?
La Gestione Separata non funziona come la Gestione artigiani e commercianti: il professionista versa i contributi in base al reddito prodotto.
Per il 2026 il reddito necessario per ottenere l’accredito contributivo dell’intero anno è pari a 18.808 euro. Con l’aliquota del 26,07%, il contributo corrispondente è di circa 4.903 euro.
Un reddito inferiore non comporta automaticamente il pagamento di un contributo fisso calcolato sul minimale, ma può determinare un accredito previdenziale inferiore all’intero anno.
Contributi per artigiani e commercianti
Artigiani e commercianti seguono un sistema differente.
Nel 2026 le aliquote sono:
- 24% per gli artigiani;
- 24,48% per i commercianti.
È inoltre previsto un contributo di maternità pari a 0,62 euro al mese.
La principale differenza rispetto alla Gestione Separata è la presenza di un contributo minimo obbligatorio, dovuto anche quando il reddito è basso o negativo.
Il minimale di reddito per il 2026 è pari a 18.808 euro.
Applicando le aliquote previste, il contributo minimo annuale è indicativamente pari a:
Contributo minimo annuale stimato 2026
| Gestione | Contributo minimo annuale stimato |
|---|---|
| Artigiani | circa 4.521 € |
| Commercianti | circa 4.612 € |
Gli importi effettivi possono cambiare in base ai mesi di iscrizione, alle agevolazioni applicate e alla situazione individuale.
Per organizzare la liquidità puoi accantonare almeno:
- circa 377 euro al mese se sei artigiano;
- circa 384 euro al mese se sei commerciante.
Se il reddito d’impresa supera 18.808 euro, devi aggiungere anche i contributi percentuali sulla parte eccedente il minimale.
Quanto mettere da parte: tabella pratica
Accantonamento INPS indicativo per situazione
| Situazione | Accantonamento INPS indicativo |
|---|---|
| Gestione Separata, regime ordinario | 27-30% del reddito professionale |
| Gestione Separata, forfettario con coefficiente 78% | 21-23% degli incassi |
| Gestione Separata con altra copertura previdenziale | 24-26% del reddito imponibile |
| Artigiano | almeno 377 € al mese, più la quota sul reddito eccedente |
| Commerciante | almeno 384 € al mese, più la quota sul reddito eccedente |
| Professionista con cassa privata | secondo le regole della propria cassa |
Queste sono stime per la pianificazione finanziaria, non calcoli definitivi.
Agevolazione contributiva per i forfettari
Gli artigiani e commercianti che applicano il regime forfettario possono, se possiedono i requisiti, accedere al regime previdenziale agevolato con una riduzione del 35% dei contributi.
L’agevolazione è facoltativa e richiede un’apposita domanda. L’INPS ha confermato l’applicazione del regime anche nel 2026 per i soggetti che continuano a rispettarne i requisiti.
Prima di richiederla è opportuno valutare con il commercialista o il consulente previdenziale anche gli effetti sulla propria posizione contributiva.
Quando si pagano i contributi
Gestione Separata
Saldo e acconti seguono generalmente le scadenze delle imposte sui redditi:
- saldo dell’anno precedente e primo acconto;
- secondo acconto entro il termine previsto per novembre.
Gli importi vengono determinati attraverso il quadro RR della dichiarazione dei redditi.
Questo significa che il primo pagamento importante può comprendere contemporaneamente:
- saldo dei contributi dell’anno precedente;
- primo acconto dell’anno corrente;
- successivo secondo acconto.
Artigiani e commercianti
Nel 2026 le quattro rate sul minimale scadono:
- 18 maggio 2026;
- 20 agosto 2026;
- 16 novembre 2026;
- 16 febbraio 2027.
I contributi sulla parte di reddito che supera il minimale seguono invece le scadenze previste per saldo e acconti delle imposte sui redditi.
Il metodo più semplice per accantonare l’INPS
- 1
Calcola una percentuale prudente
Parti dalla gestione previdenziale e dal reddito previsto. Per un professionista forfettario con coefficiente del 78%, per esempio, puoi iniziare accantonando il 22% degli incassi per la sola INPS.
- 2
Accantona a ogni incasso
Se incassi 2.000 euro e utilizzi una percentuale del 22%, trasferisci subito 440 euro. Non aspettare la dichiarazione dei redditi.
- 3
Mantieni il denaro separato
Il fondo INPS non dovrebbe essere confuso con la liquidità utilizzabile. Usa un conto separato, un salvadanaio digitale o una categoria dedicata nella pianificazione.
- 4
Aggiorna la stima durante l’anno
Ogni trimestre confronta incassi, reddito stimato, contributi già pagati, acconti versati e denaro accantonato. Così correggi la percentuale prima delle scadenze.
2.000 × 22% = 440 euro da accantonare per l’INPS
Puoi:
- creare una categoria dedicata all’INPS;
- registrare contributi fissi, saldo e acconti;
- inserire le date degli F24;
- controllare quanto hai già accantonato;
- distinguere il saldo bancario dalla liquidità realmente disponibile;
- includere i contributi nelle previsioni a 3, 6 e 12 mesi.
Domande frequenti
Quanto deve accantonare un professionista in Gestione Separata?
Con l’aliquota ordinaria del 26,07%, può accantonare indicativamente il 27-30% del reddito imponibile. Nel forfettario con coefficiente del 78%, questo corrisponde a circa il 21-23% degli incassi.
Artigiani e commercianti pagano anche senza reddito?
Sì. È previsto un contributo minimo obbligatorio calcolato sul minimale annuale, anche se il reddito effettivo è inferiore o negativo.
I contributi sono compresi nelle tasse?
No. Imposte e contributi previdenziali sono calcoli distinti, anche se possono essere versati nello stesso periodo tramite F24.
L’accantonamento comprende anche l’IVA?
No. IVA, imposte e contributi devono essere stimati e gestiti separatamente.
Conclusioni
Per sapere quanto mettere da parte devi prima individuare la gestione previdenziale corretta.
Come riferimento iniziale:
- Gestione Separata: circa il 27-30% del reddito imponibile;
- forfettario con coefficiente del 78%: circa il 21-23% degli incassi per la sola INPS;
- artigiani: almeno 377 euro al mese;
- commercianti: almeno 384 euro al mese;
- cassa professionale: secondo le regole dell’ente competente.
La strategia migliore è accantonare a ogni incasso e aggiornare la stima durante l’anno.
Con Flowii puoi inserire contributi e F24 nelle previsioni, evitando di considerare come disponibile denaro che dovrà essere versato all’INPS.
I contributi diventano una sorpresa soltanto quando non vengono inseriti nella pianificazione.
Articolo aggiornato al 2 agosto 2026. Gli importi sono indicativi e non sostituiscono il calcolo del commercialista o del consulente previdenziale.